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Nestor Makhno, principale esponente della rivoluzione ucraina
Nestor Makhno, principale esponente della rivoluzione ucraina

La rivoluzione libertaria Ucraina è un episodio storico ai più sconosciuto, peraltro fortemente intrecciato con la rivoluzione russa, ma la vastità dell’evento e la sua durata nel tempo (con alterne fortune dal 1917 al 1921) ne fanno un momento cruciale della storia del comunismo anarchico. Nestor Makhno è stato il leader incontrastato dei rivoluzionari libertari ucraini.

I fatti storici

Premessa

Il popolo ucraino è stato storicamente un’immensa anima libertaria per la sua insofferenza innata ai dominatori, di qualsiasi sorta, per la sua tradizione contadina ed il forte legame con la terra.

La rivoluzione libertaria ucraina fu possibile grazie alla presenza di un forte catalizzatore di queste aspirazioni libertarie, un organizzatore con una lunga preparazione pratica e teorica e con un fascino indiscusso: Nestor Makhno (1889-1934).

I primi anarchici ucraini cominciarono il proprio attivismo sin dalla rivoluzione russa del 1905. Molti vennero di loro furono incarcerati (compreso Makhno) e liberati solamente dopo lo scoppio della rivoluzione russa del 1917. Finalmente liberi tornarono nelle loro città e nei loro villaggi, dove cercarono di mettere in pratica i principi anarchici libertari. Makhno fu la figura ideale a cui i cosiddetti machnovisti s’ispirarono per creare una società libertaria e autogestita. La capitale di questo movimento libertario fu il borgo natale di Makhno, Guliai-Pole.

L'uscita dalla guerra: le conseguenze della Pace di Brest-Litovosk

Il trattato di Brest-Litovsk fu stipulato il 3 marzo 1918 tra la Russia di Lenin e gli imperi centrali (Germania e Austria-Ungheria, Impero Ottomano e Bulgaria), determinando l'uscita della Russia dalla prima guerra mondiale e la cessione dell’Ucraina (oltre a Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia) agli austro-germanici.

L’Ucraina in tre mesi venne occupata dagli invasori che smantellarono, con la collaborazione della borghesia locale, gli abbozzi delle strutture libertarie costruite dagli anarchici. A questo punto i "machnovisti" dovettero riorganizzarsi, militarmente e politicamente, per difendere le proprie conquiste sociali e per respingere gli invasori e i loro alleati della borghesia reazionaria.

L’organizzazione politica degli anarchici: il Nabat

Nel 1918, quando il regime bolscevico diede inizio alla repressione degli oppositori politici, gli anarchici di Pietrogrado e di Mosca migrarono verso l’Ucraina, ove cercarono i contatti con i compagni del luogo. La città di Kharkov, divenne il quartier generale di un nuovo tentativo di unificazione dei diversi gruppi anarchici: il Nabat ("La Campana a martello") del Confederazione delle Organizzazioni Anarchiche. Altre sezioni della confederazione si costituirono a Kiev, Odessa, Ekaterinoslav e nelle altre più importanti città dell'Ucraina.

Uno degli uomini più importanti della Nabat fu l’ex sindacalista Voline. Egli vedeva tale confederazione come la realizzazione dell’unità anarchica includente anarco-comunisti,anarco-sindacalisti e individualisti anarchici.

Oltre a Voline, i dirigenti più noti del Nabat erano due veterani come Aaron Baron e Petr Arshinov, ma una citazione merita pure il contadino Nikolai Dolendo che ebbe un ruolo non secondario all’interno dell’organizzazione.

Gli sforzi di Voline tendenti a unificare gli svariati settori dell'anarchismo finirono bruscamente perchè molti dei suoi stessi compagni sindacalisti si rifiutarono di aderire al progetto confederale. Molti dissidenti ritenevano che l'"anarchismo unitario" fosse inefficiente in quel contesto, temendo inoltre che gli anarco-comunisti potessero diventare predominanti e autoritari.

Nonostante queste difficoltà, nel novembre 1918, la Confederazione del Nabat tenne a Kursk la sua prima conferenza generale, in cui venne confermata l’ostilità per la "dittatura del proletario" bolscevica o per qualsiasi altra "fase transitoria" precedente l’eliminazione dello Stato. Alle stesse conclusioni giunse il "Primo Congresso del Nabat" che ebbe luogo a Elizavetgrad nell' aprile del 1919.

L'organizzazione militare, necessaria per opporsi agli invasori germanici e ai reazionari borghesi, vide la Nabat riporre le sue speranze nell’"esercito partigiano" organizzato spontaneamente tra le masse rivoluzionarie e il cui esempio più fulgido furono le bande partigiane di Nestor Makhno.

L'organizzazione militare

Il problema che dominò i Congressi regionali fu quello della difesa militare dell’Ucraina. Il Secondo Congresso, che si tenne a Guliai-Pole, il 12 febbraio 1919, votò a favore di una "mobilitazione volontaria" di tutti gli uomini ritenuti idonei (in realtà fu una sorta di chiamata obbligatoria).

I delegati elessero inoltre un "Consiglio regionale militare rivoluzionario dei contadini, degli operai e degli insorti" con il compito di mettere in pratica le decisioni dei vari Congressi che periodicamente si svolgevano. Come il "Consiglio militare rivoluzionario", anche l’Esercito Insorto dell'Ucraina (così venivano chiamate le forze makhnoviste) era sottoposto al controllo dei Congressi regionali, in modo da non creare strutture di dominio anche se, talvolta, i makhnovisti potevano apparire un pò troppo autoritari.

L'Esercito Insorto dell'Ucraina, tuttavia, non perse mai il carattere popolare, infatti molti suoi ufficiali erano contadini o, in qualche raro caso, operai delle fabbriche e del commercio. Le bande partigiane accettavano volentieri il comando di Makhno, unendosi dietro la bandiera nera dell’anarchia. Gli abitanti dei villaggi collaboravano fornendo cibo e cavalli freschi che consentivano ai Makhnovisti di spostarsi senza troppe difficoltà, potendo così piombare quasi all'improvviso e attaccare efficacemente le guarnigioni militari o degli agrari.

I libertari tra i controrivoluzionari e i bolscevichi

L'inizio della guerra vide gli anarchici, come già accennato, organizzarsi in un esercito di liberazione partigiano formato da contadini e operai. Nel contempo una delegazione di machnovisti si recò nella Russia bolscevica al fine di trovare la collaborazione dei compagni russi e rompere così l'isolamento.

Nel luglio 1918, quando Makhno ritornò a Guliai-Pole, la regione era occupata dalle truppe austro-germaniche e dal loro fantoccio ucraino, Hetman Skoropadskii. L’armata Makhnovista dovette combattere contro le “armate bianche” (zariste) dei controrivoluzionari, spesso sostenuti dagli invasori germanici. Nel suo villaggio, Nestor Makhno, organizzò clandestinamente un distaccamento partigiano, lanciando una serie di audaci attacchi contro gli invasori.

La firma del trattato di pace dell'11 novembre 1918 determinò il ritiro dell'esercito invasore germanico, ma ciò non determinò la fine della reazione antilibertaria. Nel settembre e ottobre 1918 i libertari dovettero affrontare la reazione della Petliura (la petliurovskina era un movimento della borghesia ucraina) di Denikin. Per sei mesi fu una lotta accanita e i partigiani libertari furono “costretti” ad allearsi con i bolscevichi per salvare la rivoluzione, nonostante Nestor Makhno vedesse nei “rossi” un effettivo pericolo per la libertà. Lev Trotskij stesso avrebbe dichiarato che sarebbe stato meglio consegnare l'intera Ucraina in mano a Denikin (generale zarista) piuttosto che dare possibilità alla makhnovishina di svilupparsi, per questo fu posta una taglia sulla testa di Nestor Makhno.[1]

Come ampiamente previsto, i bolscevichi non si rivelarono sempre preziosi alleati (più volte tentarono anche d’assassinare Nestor Makhno), anzi spesso agevolarono l’avanzata dei “bianchi”, poiché temevano l’influenza e il fascino che i machnovisti esercitavano sulla popolazione. Per i primi cinque mesi del 1919, grazie alle azioni partigiane, la zona intorno a Guliai-Pole fu praticamente libera da qualsiasi influenza straniera o zarista. I libertari approfittarono di questa tregua per tentare di ricostruire una società su basi meno autoritarie.

In gennaio, febbraio ed aprile i makhnovisti tennero una serie di Congressi regionali di contadini, operai e di tutti gli insorti, per discutere di problemi economici e militari e per occuparsi dei compiti della ricostruzione. Il Consiglio sostenne l'elezione di "liberi" soviet mentre il Consiglio militare rivoluzionario, agendo in collegamento con i Congressi regionali e con i soviet locali, costituì una sorta di governo “dal basso”, anche se del tutto informale, nel territorio circostante a Guliai-Pole.

Alla fine del 1919, Makhno ricevette dal Comando bolscevico l’ordine di trasferire il suo esercito sul fronte polacco, ma egli rifiutò di allontanarsi poiché capì che si trattava di un tentativo di liberare l’Ucraina dall’influenza libertaria dei machnovisti.

A questo punto si susseguirono una serie di scontri tra machnovisti e bolscevichi, con gravi perdite da entrambi le parti (Voline e altri compagni vennero arrestati e imprigionati), fino a quando la comparsa delle armate bianche guidate da Wrangel, nella primavera del 1920, costrinse gli anarchici ucraini ad allearsi nuovamente con i bolscevichi al fine di sconfiggere i reazionari anno ritenuti il “nemico numero uno” da fronteggiare.

L'accordo tra bolscevichi ed anarhcici fu firmato il 16 ottobre [2]::

  1. L’esercito rivoluzionario dei Mackhnovisti si fonde con i soldati dell’esercito repubblicano, rimanendo intero l’esercito mackhnovista e riconoscendo soltanto il sovracomando dell’esercito rosso.
  2. L’esercito rivoluzionario dei Mackhnovisti che si trova nel territorio dei Soviet non può accettare nelle sue file unità dell’esercito rosso o disertori.
  3. La fusione dell’esercito rosso con quello rivoluzionario si fa allo scopo di distruggere il nemico comune, l’esercito bianco. I Mackhnovisti sono concordi con il richiamo fatto alla popolazione dal comando dell’esercito rosso affinché cessi ogni azione di resistenza contro di esso.
  4. Le famiglie dei soldati dell’esercito rivoluzionario Mackhnovista che abitano nel territorio della repubblica dei Soviet usufruiranno degli stessi diritti dei soldati rossi e percepiranno dal governo Ucraino i benefici accordati.
  1. Tutti i rivoluzionari Mackhnovisti ed anarchici che sono incarcerati nella repubblica dei Soviet, che non abbiano lottato in armi contro il regime bolscevico, saranno liberati ed in seguito cesserà ogni persecuzione.
  2. Libertà di propaganda orale e scritta per tutti gli anarchici. Sarà permessa solo la censura militare. Il governo dei Soviet riconosce gli anarchici come reali rivoluzionari ed è disposto a fornire il materiale necessario alle loro pubblicazioni, sulla base di accordi generali, vigenti per tali pubblicazioni.
  3. Mackhnovisti e gli anarchici possono partecipare liberamente alle elezioni per i Soviet, ed hanno il diritto di essere membri degli stessi. Potranno partecipare al prossimo quinto congresso dei Soviet di Ucraina nel dicembre

L’alleanza portò alla vittoria il fronte rivoluzionario libertario-comunista, nel novembre del 1920, ma ciò non impedì ai bolscevichi di sferrare un nuovo e decisivo attacco contro Makhno e i suoi compagni.

La sconfitta dei machnovisti

All’indomani della vittoria contro Wrangel, Makhno ritornò nel suo villaggio e intraprese il suo lavoro di rieducazione e di organizzazione dei contadini. Questi progetti furono però interrotti da una nuova offensiva bolscevica che mal sopportava questo progetto libertario.

Il 26 novembre 1920 Guliai-Polé fu circondata; Makhno riuscì a radunare circa duemila uomini che combatterono eroicamente per rompere l’accerchiamento dell’armata rossa. Durante l'attacco di Guliai-Pole, gran parte dello stato maggiore di Makhno venne arrestato o fu eliminato sul posto. Tanti si sacrificarono per salvare la vita del loro condottiero, ritenuto indispensabile per il proseguimento della rivoluzione libertaria.

Nell'estate del 1920, Emma Goldman e Alexander Berkman protestarono coraggiosamente, al Secondo Congresso dell'Internazionale comunista (chiamata anche "Terza e Quarta Internazionale") in corso a Mosca, contro le angherie cui venivano sottoposti i loro compagni. Proteste analoghe vennero avanzate dalla Croce Nera Anarchica.

Nonostante queste disapprovazioni l'Armata Rossa attaccò il quartier generale di Makhno a Guliai-Pole e la Cheka arrestò a Kharkov i capi della Confederazione del Nabat, tra i quali Voline e Aaron Baron. Makhno, grazie all’eroico sacrifico dei suoi compagni, riuscì a scappare e, nonostante le innumerevoli ferite e l’inseguimento tenace dei bolscevichi, attraversò la Romania, la Polonia, poi la Germania e infine dopo mille peripezie si stabilì a Parigi, dove morì nel Luglio del 1934.

Il modello socio-economico

Le comuni ucraine

Ogni comune era formata da una dozzina di famiglie, per un totale di circa 100/300 membri. Sebbene non tutti si considerassero anarchici, i “comunardi” fondavano la propria esistenza sui principi dell'autogestione, dell'eguaglianza e del mutualismo.

I Congressi regionali dei contadini, degli operai e degli insorti fornivano ogni comune di scorte di bestiame e di attrezzature agricole espropriate ai latifondisti locali, conferendo ad ogni membro tanta terra quanta era in grado di coltivare senza ricorrere al lavoro altrui. La prima comune che si costituì fu intitolata a "Rosa Luxemburg", in onore della rivoluzionaria spartachista, che i contadini politicamente più coscienti celebravano come martire della libertà e dell'eguaglianza.

Per poter organizzare una vita economica e sociale strutturata orizzontalmente, i contadini e gli operai crearono liberamente i propri organismi sociali ed economici: comitati o soviet di villaggio, cooperative, comitati di fabbrica o di officina, comitati di miniera, organizzazioni delle ferrovie o delle poste ecc. Queste unità erano collegate fra loro localmente, per distretto, per regione ecc., secondo il principio del federalismo.

I contadini di Guliai-Pole riuscirono addirittura a spedire un grosso quantitativo di grano agli operai delle fabbriche di Pietrogrado e di Mosca bisognosi di viveri, per questo il soviet di Mosca si affrettò a lodare Makhno e a definirlo un "coraggioso partigiano" e un grande capo rivoluzionario.

La giustizia e l'istruzione

La giustizia:

Nella concezione libertaria dei machnovisti gli elementi della giustizia borghese (i tribunali rivoluzionari, le leggi repressive, le forze dell’ordine, le carceri ecc.) erano da ritenersi sorpassati, in quanto frutto di un sistema iniquo e quindi da far scomparire «sin dal primo respiro della vita libera, sin dai primi passi della libera e vivente organizzazione della società e dell'economia».

La giustizia fu “affidata” a tutto il popolo e in particolar modo alle persone che godevano della stima e della fiducia popolare, ripudiando le sanzioni prescritte in passato e comunque non attribuendo privilegi a chi svolgeva tale compito. Furono puniti severamente (talvolta anche in maniera eccessiva a dire il vero), per esempio, coloro che professarono idee antisemite: un comandante fu giustiziato sommariamente per un'incursione compiuta contro una città ebraica; un soldato ebbe la stessa sorte soltanto per aver affisso un manifesto con la vecchia scritta «Liquidare gli ebrei, salvare la Russia»

L’antisemitismo fu giudicato ingiustificabile [3], sia perché fondato sul razzismo, che una società libertaria non poteva tollerare, e sia perchè molti ebrei furono eroici combattenti dell'Esercito Insorto Ucraino.

L'istruzione:

L’istruzione venne “commissionata” agli individui e alle organizzazioni liberamente unite e federate tra loro. Fu ipotizzata l’apertura di scuole modellate sulla Escuela Moderna di Francisco Ferrer y Guardia , che avrebbe dovuto favorire lo spirito libertario tra gli allievi.

La "Commissione Istruzione e Cultura" fondò inoltre un teatro sperimentale e un piano di istruzione per i contadini e per gli operai.

I machnovisti nelle città

In ottobre e in novembre Makhno conquistò Ekaterinoslav e Aleksandrovsk, tenendone il controllo per alcuni mesi. In questo breve periodo di tempo i principi anarchici furono applicati per la prima volta nelle città e non nelle campagne.

Il primo atto di Makhno fu di affiggere manifesti nei quali i cittadini venivano informati che erano liberi di organizzare la loro esistenza come meglio loro pareva e che l'"Esercito Insorto Ucraino" non avrebbe «nè imposto nè ordinato loro di fare qualcosa». I machnovisti proclamarono la libertà di parola, di stampa e di riunione; e a Ekaterinoslav, da un giorno all'altro, fecero la loro comparsa una mezza dozzina di giornali, rappresentanti un vasto arco di opinioni politiche.

I progetti di Nestor Makhno non riuscirono però a far presa che su un'esigua minoranza di operai. Infatti la "Makhnovshchina" agiva in un contesto storico in cui l’instabilità della situazione impediva un'attività continua naturalmente necessaria per poter spiegare un così grande e radicale cambiamento. Inoltre mentre i contadini potevano sopravvivere con il baratto e con i prodotti agricoli autoprodotti, gli operai non avevano tali possibilità e questo generò una certa diffidenza nei confronti del rivoluzionario ucraino.

Considerazioni

La rivoluzione libertaria ucraina non si concretizzò pienamente sia per il sacrificio della regione operato da Lenin nella pace di Brest-Litovsk, con il conseguente arrivo degli invasori germanici, e sia per via dell’ostilità bolscevica che non tollerava perdere il proprio ruolo di partito guida nell’ambito della rivoluzione.

La mancata continuità rivoluzionaria, nello spazio e nel tempo, determinò l’isolamento e la sconfitta degli anarchici ucraini, come già accaduto alla comune parigina del 1871. Secondo i libertari ucraini la causa principale della sconfitta fu l’inefficienza, nonostante gli sforzi della Nabat, dell’organizzazione anarchica ucraina e per questo durante l’esilio di Parigi, Nestor Makhno, Petr Arshinov e altri, elaborarono la Piattaforma d'Organizzazione dell'Unione Generale degli Anarchici.

I quattro anni libertari dell’Ucraina insegnano che l’autogestione è efficace se esiste la collaborazione e la partecipazione della popolazione ed è possibile affrontare in questo modo anche i drammatici momenti della guerra, con tutti i conseguenti problemi che essa comporta (formazione di un “esercito” partigiano, distribuzione delle armi ecc.).

Note

  1. La Makhnovishina
  2. da Bolscevismo ed Anarchismo, di Rudolf Rocker
  3. La pubblicazione Israel Pocket Library, Anti-Semitis Keter Books (Gerusalemme, 1974), elimina definitivamente le calunniose accuse di antisemitismo perpetrate per troppo tempo ai danni di Nestor Makhno
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