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 Friedrich Nietzsche
Friedrich Nietzsche

Sebbene il filosofo tedesco Nietzsche abbia spesso criticato in maniera assai aspra l'anarchismo e gli anarchici (In Al di là del bene e del male [6.2:126], l'autore parla di «cani anarchici»), il suo pensiero ha comunque influenzato molti pensatori appartenenti al movimento anarchico come ha evidenziato Spencer Sunshine nel suo Nietzsche and the Anarchists [1], probabilmente ciò potrebbe esser legato alle affinità esistenti tra le idee di Nietzsche e quelle di Max Stirner, autore di un'opera che si è dimostrata influente negli ambienti dell'anarco-individualismo: L'Unico e la sua proprietà. I due pensatori sono stati spesso equiparati da molti anarchici e le interpretazioni anarchiche delle idee di Nietzsche hanno avuto una vasta eco in Europa ma anche negli Stati Uniti d'America.

Generalità

Durante l'ultimo decennio del 19 ° secolo Friedrich Nietzsche è stato spesso associato ai movimenti anarchici, nonostante nei suoi testi siano esplicite, numerose e dure le critiche ai principi dell'anarchismo.[2] Nonostante tutto ciò, questi richiami degli anarchici a Nietzsche presero piede proprio in questa determinata fase storica probabilmente grazie alla diffusione delle idee dell'anarco-individualista Max Stirner che avevano numerosi punti in contatto con quelle nietzschiane.

Scrive a tal proposito Spencer Sunshine:

Sempre per lo stesso Sunshine, i fascisti, che si appropriarono delle sue idee, dimenticano l'odio di Nietzsche verso il nazionalismo tedesco, il suo favore ai matrimoni misti tra diverse razze, il suo disgusto per il risentimento (di cui lo stesso Hitler ne fu l'esemplificazione), e il suo disprezzo dello Stato e della mentalità gregaria (tutti pseudo-valori su cui si fonda il fascismo). Anche per questo parte dell'anarchismo ha attinto a piene mani dalle idee del filosofo tedesco e gli anarchici a lui affini non possono essere limitati a quelli «culturalmente orientati, come Emma Goldman, che diede decine di conferenze su Nietzsche battezzandolo come anarchico onorario. Anarchici pro-Nietzsche includevano anche diverse personalità della CNT-FAI spagnola degli anni ’30 come Salvador Seguí e l'anarco-femminista Federica Montseny; militanti anarco-sindacalisti come Rudolf Rocker ed anche il giovane Murray Bookchin, che ha citato la concezione della trasvalutazione dei valori di Nietzsche a sostegno del progetto anarchico in Spagna». [3]

Inoltre, anche in molti circoli anarco-individualisti la sua influenza è stata sempre notevole, come per esempio nella formazione del pensiero di Emile Armand e Renzo Novatore, tra gli altri. Anche più recentemente, con la diffusione del post-anarchismo, il pensiero di Nietzsche ha influenzato personalità del calibro di Albert Camus, Hakim Bey, Michel Onfray e Wolfi Landstreicher.

Per altro c'è da dire che il pensiero del filosofo tedesco è stato anche oggetto di pesantissime critiche da altri ambiti dell'anarchismo, specialmente quelli legati alle correnti socialiste, quantunque non siamo mancati sindacalisti e comunisti-anarchici che ricevettero ispirazione dalle idee nicciane (vedi Gustav Landauer, Rudolf Rocker). L'italiano Camillo Berneri nel suo scritto Nietzsche e l'anarchismo fu particolarmente critico rispetto al filosofo tedesco, scrivendo che «la concezione etica e sociale del Nietzsche è antisocialista. E ancor più è in antitesi con l'anarchismo.»[4]. Sempre in chiave critica nicciana nel sito della Federazione dei Comunisti Anarchici si può leggere:

Max Stirner e Nietzsche

Max Stirner si fece conoscere in quanto esponente dei giovani hegeliani ed il suo «nome compare con regolarità familiare negli scritti storici sul pensiero anarchico come uno degli esponenti più antichi e più noti dell' anarcoindividualismo» [6]. Pubblicato nel 1844, il suo L'Unico e la sua proprietà è da allora considerato «un testo fondamentale nella tradizione dell'anarco-individualismo».[6] Max Stirner e Friedrich Nietzsche sono entrambi ascrivibili alla categoria di quei filosofi tedeschi del XIX secolo che influenzarono tantissimi intellettuali europei e del resto del mondo. Da rilevare che quantomeno in Germania, inizialmente l'unica figura che veniva in qualche modo accostata a Nietzsche, prima di Stirner, fu quella di Schopenhauer.

I due filosofi qui in esame sono stati oggetto di discussioni su apparenti similitudini dei loro scritti, tant'è che alcuni suggerirono una possibile influenza di Stirner su Nietzsche. in particolare, le eventuali relazioni tra Stirner e Nietzsche sono state menzionate da Friedrich Albert Lange nel suo History of Materialism (1866) e da Eduard von Hartmann in Philosophy of the Unconscious (1869), tutti lavori che sicuramente Nietzsche conosceva. Sin dal 1891 (quando Nietzsche era ancora in vita) lo stesso von Hartmann si spinse fino a suggerire che egli aveva addirittura plagiato Stirner. Al volgere del secolo, almeno in Germania, la convinzione che Nietzsche fosse stato influenzato da Stirner era così diffusa che era diventato una sorta di luogo comune.

Intorno alla metà del XX secolo cominciò a svilupparsi una corrente di pensiero che invece negava in qualsiasi modo l'influenza esercitata da L'Unico su Nietzsche o comunque fece in modo di far calare il silenzio sugli eventuali rapporti tra i due. Per questo il filosofo libertario Bernd A. Laska, autore del sito multilingue "LSR Projekt", nel suo saggio La crisi iniziale di Nietzsche ha riportato alla luce «i rapporti di influenza teorica delle concezioni di Stirner nei confronti di Nietzsche», il quale «conobbe L'unico … e ne fu profondamente influenzato tanto da trasfondere tematiche tipicamente stirneriane nelle sue opere» [7].

Influenze sull'anarco-individualismo

In Italia

In Italia uno dei libertari maggiormente influenzati dall'individualismo aristocratico fu Renzo Novatore, in particolare nel suo scritto del 1921 Verso il nulla creatore si percepisce chiaramente l'influenza di Nietzsche, soprattutto nei suoi attacchi verso il cristianesimo, il socialismo, la democrazia e il totalitarismo (fascismo).[8]

In questo saggio Novatore fa inoltre un esplicito riferimento al Zarathustra di Nietzsche:

Influenze nietzschiane si possono pure notare negli scritti e nelle azioni di diversi individualisti italiani contemporanei di Novatore, come Bruno Filippi, Tintino Persio Rasi, Carlo Molaschi, Dante Carnesecchi e molti altri esponenti dell'anarco-futurismo.

Nel resto d'Europa

Nei circoli anarco-individualisti europei, specialmente in quelli francesi, la sua influenza non avrebbe potuto essere più forte. L'anarchico individualista francese e propagandatore dell'amore libero Emile Armand era solito diffondere le sue idee attraverso l'utilizzo di un linguaggio intriso di concetti stirneriano-nicciani. Definiva gli anarchici come i «pionieri senza nessun partito, non-conformisti, in piedi al di fuori degli allevamenti e della moralità convenzionale, "buono" e "cattivo", "a-sociale", una "specie" a parte, si potrebbe dire. Essi vanno avanti, claudicanti, a volte cadendo, a volte trionfanti, a volte vinti. Ma vanno avanti, e vivendo per se stessi, questi "egoisti" scavano il solco, aprono la strada attraverso il quale passeranno coloro che negano l'arché, ovvero gli Unici che li succederanno»[9]

Nel suo I Am Not A Man, I Am Dynamite! Friedrich Nietzsche and the Anarchist Tradition! il primitivista britannico John Moore ha esaminato i collegamenti storici, politici e filosofici fra il pensiero anarchico e Friedrich Nietzsche, giungendo alla conclusione che il filosofo tedesco è stato ingiustamente avvicinato al fascismo e al razzismo quando invece le sue idee non collimano affatto con queste becere ideologie. Moore, ritenendo l'anarchismo come un progetto che punta all'abolizione di tutte le forme di dominio, controllo e coercizione, ha invece evidenziato come non vi possano non essere affinità tra anarchici e quello che è stato il più grande iconoclasta di tutti i tempi.

Negli USA e in Sud America

Diversi anarco-individualisti statunitensi sono stati spesso avvicinati alle idee nietzschiane, le quali ebbero grandi influenze in vasti settori dell'anarchismo statunitense. Ci si riferisce in particolare a Benjamin Tucker che nella rivista «Liberty» elogiò pubblicamente il pensiero di Friedrich Nietzsche, definendolo non certo anarchico ma quantunque pregno di contenuti utili allo sviluppo delle idee anarchiche. A tal proposito scrisse Robert C. Holub:

In riferimento al Sud America lo storico anarchico argentino Angel Cappelletti ha riferito che in nella regione centro-americana vi erano «tra i lavoratori che venivano dall'Europa, nei 2 primi decenni del secolo, alcuni individualisti stirneriani influenzati dalla filosofia di Nietzsche che vedevano il sindacalismo come un potenziale nemico dell'ideologia anarchica. Hanno stabilito ... gruppi di affinità, che nel 1912 erano, secondo Max Nettlau, una ventina. Nel 1911 apparve, a Colón, il periodico El Unico, che si definiva una Publicación individualista» [10]

Il colombiano Vicente Rojas Lizcano, celebre scrittore e attivista anarco-individualista, nel 1904 iniziò ad utilizzare lo pseudonimo di Biofilo Panclasta (Biofilo in spagnolo significa «amante della vita», mentre Panclasta sta per «nemico di tutti»). Egli, durante il suo peregrinare per il mondo (aveva visitato più di cinquanta paesi), aveva propagandato l'anarchismo di influenza nicciana e stirneriana anche attraverso opere come Siete años enterrado vivo en una de las mazmorras de Gomezuela: horripilante relato de un resucitado (1932) e Mis prisiones, mis destierros y mi vida (1929), che raccontano le sue innumerevoli avventure di vita e di attivista dell'anarco-individualismo.

Influenze sul sindacalismo e il comunismo anarchico

Per quanto Nietzsche abbia maggiormente fatto presa sulla corrente anarco-individualista, non ha mancato di far sentire le proprie influenze sulle correnti socialiste. Per esempio, il giornale anarchico Anarchy: A Journal of Desire Armed riporta che «l'anarchico tedesco Gustav Landauer, in lavori importanti come Per il socialismo, basasse le sue idee su quelle nicciane». [11]

Anche l' anarco-sindacalista tedesco Rudolf Rocker fu un profondo ammiratore di Nietzsche[3] e non a caso, essendo di origine ebraica, tradusse Così parlò Zarathustrain yiddish. Le sue posizioni furono particolarmente evidenti nel saggio Nazionalismo e Cultura, in cui la teoria della volontà di potenza viene utilizzata come strumento di rifiuto del marxismo:

Il già citato Sunshine sostiene che «gli anarchici spagnoli e altri politici che gravitavano attorno alla repubblica erano ispirati al pensiero nicciano». Murray Bookchin, in The Spanish Anarchists, descrive il conosciuto membro della CNT-FAI Salvador Seguí come «un ammiratore dell'individualismo nietzschiano, del superuomo a cui "tutto è permesso".» Lo stesso ecologo sociale, nella sua introduzione al libro di Sam Dolgoff, The Anarchist Collectives del 1973, descrive la ricostruzione della società da parte dei lavoratori come un progetto nicciano:

Influenze sull'anarco-femminismo

La celebre Emma Goldman fu profondamente influenzata dal filosofo tedesco, «tanto che tutti i libri di Nietzsche potevano essere ordinati per posta attraverso il suo giornale Mother Earth», ed il suo pensiero può essere riassunto da alcune citazioni estrapolate dalla sua autobiografia Living My Life:

Emma Goldman si spinse fino al punto di "battezzare" Nietzsche «come un anarchico onorario», nella sua visione conciliatrice della « difesa dell'individuo con una sorta di anarco-comunismo kropotkiano.» [3] Nell'introduzione alla sua famosa raccolta di saggi Anarchism and Other Essays, Emma Goldman difende Nietzsche e Max Stirner dagli attacchi interni al movimento anarchico:

Un'altra considerazione simile di Nietzsche rispetto alla critica femminista si può ritrovare in Vittime della morale, in cui scrive che «la morale non ha paura di quella che va al di là del bene e del male. E anche se la moralità può continuare a divorare le sue vittime, è del tutto impotente di fronte allo spirito moderno, che risplende in tutta la sua gloria sulla fronte dell'uomo e della donna, liberi e senza paura».[13] Più avanti, sempre in un'interpretazione femminista di Nietzsche, scrive:

Anche nel controverso saggio Minoranze Vs maggioranze emergono chiari temi nicciani:

Oltre alla Goldman, la stessa influenza nicciana la subì anche la spagnola Federica Montseny, figlia degli anarchici catalani Joan Montseny (detto Federico Urales) e Teresa Mañé, entrambi fondatori della «Revista Blanca» nel 1898. «Nietzsche e Stirner - oltre al drammaturgo Ibsen e al geografo anarchico Élisée Reclus - furono, secondo Richard Kern (in Red Years / Black Years: A Political History of Spanish Anarchism, 1911–1937), i suoi autori preferiti. Kern riporta che la Montseny sostenne che l«'emancipazione delle donne porterebbe ad una realizzazione più veloce della rivoluzione sociale» e che «la rivoluzione contro il sessismo tendenzialmente verrà da intellettuali e militanti». Secondo questo concetto nietzschiano del femminismo di Federica Monstseny, le donne potrebbero realizzare attraverso l'arte e la letteratura la necessità di rivedere il proprio ruolo.»[3]

Influenze su altre correnti

Esistenzialismo

L'esistenzialista Albert Camus, per quanto egli abbia rifiutato quest'etichetta, fu assai critico del marxismo e si ritrovò spesso in linea con il movimento anarchico nella sua critica della moderna società capitalista e del fascismo. L'influenza di Nietzsche su Camus è ben nota, infatti il suo saggio più celebre, L'uomo in rivolta, presenta una visione del mondo e della sua storia di tendenza anarchica, influenzata tanto da Nietzsche quanto da Max Stirner.

Inoltre, quando il segretario generale della Fédération Anarchiste, Georges Fontenis, recensì il suo libro su Le Libertaire gli fu chiesto se La rivolta di Camus fosse uguale a quella anarchica ed egli rispose che SI lo era.

Nel Regno Unito Herbert Read, che era stato fortemente influenzato da Max Stirner, e che poi si era avvicinato all'esistenzialismo, disse del filosofo tedesco:

Anarco-situazionismo ed insurrezionalismo

L'anarco-situazionista fautore delle T.A.Z Hakim Bey ha così spiegato la sua idea dell' immediatismo:

Una critica nicciana alle politiche dell'identità sono state fornite anche dall'anarco-insurrezionalista Feral Faun:

Post-anarchismo

Il post-anarchismo è un ibrido dell'anarchismo e della filosofia post-strutturalista, un concetto profondamente influenzato dalle idee di Nietzsche che si è esplicato nelle figure dei suoi principali esponenti: Michel Foucault, Gilles Deleuze e Jacques Derrida. Sulle diverse tendenze del post-anarchismo il britannico Saul Newman ha pubblicato un articolo intitolato L'anarchismo e la politica del risentimento [19] nel quale fa notare che Nietzsche «vede l'anarchismo come avvelenato alla radice dal pestifero seme del “risentimento” – la disprezzabile politica del debole e del disprezzabile, la morale dello schiavo» [19] e così, nel suo saggio, Saul Newman scrive che sarebbe necessario «prendere in conto seriamente le sue posizioni contro l'anarchismo». Così propone la conversione dell'«anarchismo ...in una nuova filosofia 'eroica', la quale non è maggiormente reattiva, ma piuttosto crea valori» [19], proponendo una nozione di comunità fatta «di potere attivo - una comunità di maestri invece di una di schiavi. Questa sarebbe una comunità che cerca di superare se stessa - continuamente trasformandosi e compiacendosi nella conoscenza del potere di poterlo fare» [19].

Dall'altro lato, Lewis Call ha proposto un anarchismo post-moderno attraverso lo scritto Per un'anarchia del dovenire: Nietzsche[20] nel quale argomenta che «nonostante l'ostilità di Nietzsche per l'anarchismo, i suoi scritti contengono tutti gli elementi di una politica anarchica ottocentesca ... Nietzsche scatena un altro tipo di anarchia, un'anarchia del divenire. Attraverso il suo insegnamento che dobbiamo perseguire un perpetuo progetto di auto-miglioramento e di auto-creazione, in costante perdersi e ritrovarsi nel fiume del divenire, Nietzsche sostiene che la nostra soggettività è fluida, dispersa, multipla e pluralista, piuttosto che fissa e immobile, singolare e totalitaria. Quest'anarchia doppia, anarchia critica del oggetto e del divenire, costituisce la base di un anarchismo postmoderno».[21]

Recentemente, il filosofo anarchico ed edonista francese Michel Onfray ha abbracciato il termine post-anarchismo per descrivere il suo approccio alla politica e all'etica. Egli sostiene che le rivolte del maggio francese del 1968 furono una «rivolta nicciana, con l'intento di porre fine all'Unica verità, rivelando e mettendo in evidenza le diverse verità, in modo da far scomparire le idee ascetiche cristiane ed aiutare a far nascere nuove possibilità di esistenza». Nel 2005 ha pubblicato il saggio Da Sagesse tragique - Saggio su Nietzsche, un testo in cui si pone al centro la tragica saggezza di Nietzsche.

Note

  1. Vedi la traduzione
  2. In Al di là del bene e del male (6.2:126), l'autore parla di "cani anarchici".
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 3,4 3,5 3,6 Spencer Sunshine, "Nietzsche and the Anarchists" (vedi la traduzione)
  4. Nietzsche e l'anarchismo
  5. Perché comunisti anarchici. Cosa ci distingue dagli anarchici
  6. 6,0 6,1 Max Stirner,David Leopold in Stanford Encyclopedia of Philosophy
  7. Introduzione al saggio La crisi iniziale di Nietzsche di Utente:Ario Libert
  8. Verso il nulla creatore
  9. The Anarchism of Émile Armand
  10. Angel Cappelletti, El anarquismo en america latina, pag. 108-109 (sezione 9. Panama y America Central)
  11. Nell'articolo apparso su "Anarchy: A Journal of Desire Armed", si critica Brian Morris per via di un suo articolo poco lusinghiero verso il libro di Spencer Sunshine, I Am Not A Man, I Am Dynamite! Friedrich Nietzsche and the Anarchist Tradition (in cui sono presenti varie critiche e apprezzamenti verso Nietzsche in ambiente anarchico); l'autore dell'articolo di Anarchy: A Journal of Desire Armed fa anche un carrellata di nomi come Rocker, Montseny, Landauer e Goldman per smontare la tesi polemica di Morris. (Nota tradotta da ienaridensnexus.blogspot.it/)
  12. Nazionalismo e cultura
  13. Vedere Victims of Morality di Emma Goldman
  14. Vedere il Capitolo 9: Women Suffrage ne Anarchism and Other Essays di Emma Goldman
  15. Minoranza vs maggioranza
  16. Vedere The Philosophy of Anarchism di Herbert Read
  17. Vedere Immediatism di Hakim Bey, pagina 4
  18. Vedere The Ideology of Victimization di Feral Faun
  19. 19,0 19,1 19,2 19,3 L'anarchismo e la politica del risentimento
  20. Todd May. Postmodern Anarchism. Lexington: Lexington Books. 2002.
  21. Lewis Call. Postmodern Anarchism. Lexington: Lexington Books. 2002. Pg. 33
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